SUCCEDE SOLO IN ITALIA: multa a chi combatte le slot machines e mette il calcio balilla gratis

Oltre 1400 euro di sanzione per aver messo un calcio balilla a palle libere nel proprio locale. "Ci vuole il permesso come con il gioco d'azzardo", spiegano i vigili. Il presidente della Regione Veneto sostiene il barista. Per Gianfranco Bettin, assessore alle politiche giovanili del Comune di Venezia, è un problema di norme e regole da adeguare e chiarire.

Ecco il nostro consiglio a chi vorrebbe "FARE" di più all'estero: APRIRE UN BAR CAPO VERDE (o in altro paese, questo è solo un esempio di quello che si potrebbe pensare)



Da una parte l'organizzazione che gestisce le macchinette del videopoker in tutt'Italia si “dimentica” di collegarle al Ministero delle Finanze per consentire all'Erario di effettuare la corretta registrazione dei flussi di denaro e la conseguente applicazione delle imposte. Per sanare la situazione, lo Stato propone che venga pagata una cifra forfettaria, plausibilmente di gran lunga inferiore alla metà delle tasse dovute.
Dall'altra parte invece un esercente che ha detto no al dilagante fenomeno delle slot machines, e che sarà per di più pubblicamente premiato per questo, decide di collocare nel suo bar un semplice calcio balilla, gratuito, e si ritrova multato dai vigili urbani di 1.200 euro. Il motivo? Non avrebbe l'autorizzazione necessaria per consentire ai suoi avventori un sano (e gratuito) passatempo.

La sanzione gli ha dato fastidio, ci mancherebbe, “anche se non è la prima multa paradossale che prendo”, dice il proprietario de “Il palco”. Nell’elenco figurano una multa per avere dato da mangiare qualche minuto dopo l’orario di chiusura ai ballerini della compagnia americana ‘Momix’ che avevano fatto tardi con il loro spettacolo. O per avere fatto risuonare ‘We are the champions’ nel parcheggio fuori dal locale all’arrivo della squadra di basket femminile dopo la vittoria della Coppa Italia. “Non credo che ci sia un accanimentonei miei confronti, non voglio fare la vittima. Penso solo che manchi il buon senso nel fare applicare le regole. E che troppo spesso l’unico obiettivo sia quello di fare cassa con le ammende. Di questi tempo però – conclude – le multe pesano e neanche poco”.


Come commentare un fatto di questa grave insensatezza? Solamente rendendosi conto che l'Italia non può più sopportare una tale burocrazia che soffoca tutti, dai lavoratori agli esercenti fino agli imprenditori. La ricetta giusta non si capisce chi possa averla, visto che le giunte di tutti i colori si alternano al potere senza cambiare mai nulla. 

Questo non vuole essere il lamento di Geremia.. vogliamo solo dire che una persona, un esercente come Ceolin, all'estero verrebbe non solo tutelato di più, ma molto probabilmente lasciato anche più libero "di produrre"! 

Ecco il nostro consiglio a chi vorrebbe "FARE" di più all'estero: APRIRE UN BAR CAPO VERDE.

Maggiori info: info@pensioneallestero.it (oppure form in alto a destra nel sito)

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