Prepensionamento e pensione all'estero: programmare è meglio che sperare!

PROGRAMMARE LA PENSIONE ALL'ESTERO
Nell'ottica di chi assiste a tutte queste diatribe su questi cavilli, lo spunto è interessante in quanto potrebbe dare la possibilità a chi manca poco per andare in pensione di trovare la "via di fuga" giusta per pensare anche ad un trasferimento all'estero!

La riforma Fornero ha introdotto una sorta di prepensionamento anticipato: il lavoratore a cui mancano non più di 4 anni per andare in pensione (di qualunque tipo) può, d'accordo con l'azienda, risolvere in anticipo il rapporto di lavoro con un accordo sindacale e individuale. Tra la fine dell'impiego e la data di inizio della pensione effettiva, l'interessato percepisce mensilmente una somma simile alla pensione e gli vengono accreditati anche ulteriori contributi che serviranno per il calcolo del suo assegno definitivo. Gli oneri dell'operazione sono a del datore di lavoro e l'Inps "paga" il lavoratore dopo aver ricevuto dall'azienda i fondi per l'assegno e la contribuzione.



La procedura Inps di esodo volontario dal lavoro è parte della riforma dell’ex ministro del governo Monti Elsa Fornero. In pratica le aziende possono decidere di far andare in pensionamento anticipato quei dipendenti che per la crisi economica o altri motivi risultano in più, in eccedenza. Il problema è che per fare ciò le aziende devono sobbarcarsi costi abbastanza alti. L’Inps qualche giorno fa ha diffuso le regole applicative. Le aziende possono anticipare di 4 anni il pensionamento dei lavoratori che vogliono farlo. Però dovranno versare nelle casse dell’Istituto nazionale di previdenza ogni mese l’importo dell’assegno che l’Inps verserà all’ex dipendente fino al raggiungimento del diritto ordinario alla pensione più il 33% dei contributi calcolati sul valore precedente. Il lavoratore in uscita dall’azienda in ogni caso potrà cumulare l’assegno Inps con eventuali altre retribuzioni, se vuole e riesce e a trovare un nuovo impiego. L’assegno è cumulabile anche con il reddito di lavoro autonomo e co.co.co.

Durante gli anni Ottanta e Novanta era lo Stato che caricava sulle sue spalle, attraverso l’Inps, il costo delle ristrutturazioni aziendali, incentivando gli esodi volontari dal lavoro. Prepensionamenti di cui hanno potuto beneficiare lavoratori anche 40enni (con ovvio taglio in busta dell’assegno) per affrontare il problema degli esuberi relativo per la stragrande maggioranza dei casi alle aziende parastatali.

Fonte: Sole24ore

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