Pensione all'estero: come ci siamo ricreduti

Una volta era considerata una scelta eccentrica riservata a pochi privilegiati, buona per inglesi e nordici in genere, che d’inverno scappano dalle loro gelide terre per asciugarsi le ossa. Anche per gli operatori turistici e immobiliari, più che un mercato di nicchia in Italia era visto come il vezzo di un piccolo e insignificante manipolo di senzapatria.

  Oggi molti si stanno ricredendo: pare che anche i senior italiani stiano  prendendo in considerazione la possibilità di vivere all’estero (se non tutto l’anno, per molti mesi l’anno) in posti bellissimi e assai meno costosi dell’Italia, dove 1000 euro al mese di pensione o di rendita bastano per passarsela bene.

E’ un’opzione che riguarda appunto chi, senza essere ricco, riceve ben più della pensione minima (incassa più di mille euro circa un quarto dei pensionati) oppure chi è riuscito a mettere da parte risparmi nel corso della vita. Naturalmente per far la valigia è anche necessario non avere più impegni o incombenze familiari continuativi.   Comunque sia, non stiamo più parlando di una scelta limitata a pochissime persone. Non ci sono dati precisi sull’argomento, ma a conferma di quanto sto dicendo vale la pena di ricordare un segnale, riportato da Franca Roiatti nel suo informatissimo articolo comparso di recente su Panorama:  l’Inps paga quasi 400 mila pensioni all’estero; è vero che il dato comprende anche emigrati di lungo corso e residenti in altri paesi con doppia cittadinanza, però il numero è proprio alto. Altri che hanno provato a quantificare il fenomeno, hanno parlato di 29.000 pensionati, per lo più lombardi, che ormai hanno scelto di vivere all’estero e di popolare quelle che ormai vengono chiamate “le spiagge dell’Inps”.
Perché si fa questa scelta ? Molti la fanno per la bellezza dei posti di destinazione o per il clima, per vivere senza riscaldamento e godere di temperature miti anche d’inverno. Qualcuno la interpreta come la decisione di svolta della propria vita, il sogno lungamente vagheggiato e finalmente realizzato di fuga dalle nostre brutture quotidiane. Però la maggior parte è attratta proprio dal basso costo della vita di questi luoghi e quindi dalla possibilità di godersi un tenore di vita che in Italia, con gli stessi soldi, sarebbe impossibile.
La migrazione sta avvenendo verso i posti più disparati: solo per fare degli esempi, dalla vicina Spagna alla Tunisia, dalla Thailandia a Bali, per passare dal Centro America e dal Brasile e per finire in Egitto o in Kenia.  Tutti luoghi di attrazione dove sperimentare un nuovo  modo di vivere.

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